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Fatto con amore per persone che si occupano di Natura.

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"dalla terra alla tavola attraverso la cucina"

  • Carla La Placa

Coltiviamo la diversità


Il 23 maggio 2016 ho preso parte alla giornata di campo in c.da pietra pesce a Raddusa. E' sempre un piacere far ritorno tra le colline della "città del grano".

Era la fine del 2005 e per la prima volta mi trovavo in quelle zone ad un a riunione di agricoltori.

Allora le cose erano ben diverse: io ero un a ragazzina accompagnata da un'altra donna in un mondo di uomini. Oggi per fortuna le cose sono cambiate ed è stimolante condividere sensazioni ed emozioni con colleghe che si ritrovano a fronteggiare le mie stesse difficoltà ; poi si diventa anche amiche !!

Proprio durante quella riunione conobbi un altra faccia dell'agricoltura: " i grani antichi " che con entusiasmo venivano raccontati da Giuseppe Li Rosi .

Grazie a Giuseppe scoprii la Timilia e la Stazione Consorziale sperimentale di granicoltura per la Sicilia. Quello fu il punto di partenza che mi portò a modificare la strategia dell'azienda agricola di famiglia e a ritrovarmi oggi in c.da Pietra Pesce presso l'azienda Terre Frumentarie di Giuseppe Li Rosi.

La giornata è stata organizzata da Rete Semi Rurali, in collaborazione con la facoltà di agraria di Firenze rappresentata dal Prof. Stefano Benedettelli, in occasione di una delle giornate "coltiviamo la diversità" e grazie al progetto diversifood. La giornata si è svolta in campo, in mezzo a parcelle di Timilia e di molte altre varietà di grani : teneri e duri ; antichi e moderni . Un vero e proprio miscuglio !

Il professore Salvatore Ceccarelli ci ha svelato il motivo dei miscugli e l'importante ruolo di noi partecipanti per contribuire al lavoro di ricerca che si sta svolgendo in quella terra.

E' affascinate ascoltare il Prof. Ceccarelli che con entusiasmo racconta le sue esperienze in Siria ed in altre parti del mondo , atte a migliorare geneticamente popolazioni di semi con lo scopo di salvaguardare la sicurezza alimentare e una produzione agricola costante nel tempo.

Il professore ci racconta delle sue esperienze di miglioramento genetico partecipativo

coinvolgendo gli agricoltori nel processo di miglioramento genetico; In questo caso i ricercatori escono da i centri di ricerca e in campo insieme agli agricoltori selezionano nuove varietà di semi più adatte alle esigenze degli agricoltori , i quali diventano protagonisti nella selezione di specie adatte alle loro esigenze territoriali e colturali.

Un altra interessante esperienza , che il prof Ceccarelli ci racconta riguarda il miglioramento genetico evolutivo esso consiste nel seminare miscugli di popolazioni contenenti varietà differenti di una stessa specie. tra il 2008 e il 2009 vennero create tre tipologie di miscugli differenti: una di orzo contenente 1600 varietà; una di frumento duro con 700 varietà ed una di frumento tenero con 2000 varietà . E' affascinante comprendere l'importanza dei miscugli. Quando in campo si semina una popolazione, tra le piante avvengono sempre incroci naturali ed i semi che si raccolgono sono sempre geneticamente differenti da quelli che vengono seminati. Anno dopo anno, la popolazione si adatta al territorio, alla pratica colturale e alle mutazioni climatiche rendendo la specie sempre più resistente agli agenti esterni comprese le malattie, gli insetti e le malerbe. Ogni porzione di un determinato miscuglio che viene seminata in parti diverse dell'Italia e del mondo si evolve in modo diverso adattandosi in modo naturale a quel territorio. Dal punto di vista alimentare i ricercatori hanno notato che i cibi prodotti dalla trasformazione di questi miscugli si ottengono alimenti più salubri e con migliori caratteristiche nutraceutiche. Tutto ciò è decisamente fantastico! la natura ha un potenziale infinitamente forte, capace di contrastare le multinazionali che tentano di selezionare semi deboli che per produrre devono essere accompagnati da una buona dose di chimica ( concimi ed erbicidi ), Queste nuove conoscenze suscitano in me la voglia di coltivare un miscuglio anche qui a Sangiovannello.

Ma torniamo alla giornata del 23 maggio. Al termine delle spiegazioni di genetica, Bettina e Gea per conto di Rete Semi Rurali ci forniscono delle schede di valutazione qualitativa, e adesso tocca a noi visitatori ! Ogni partecipante dovrà esprimere un giudizio espresso in valore numerico da 1 a 4 ogni giudizio è riferito ad una parcella di grano. Noi esamineremo 28 parcelle di grani teneri contenente 14 varietà differenti e 28 parcelle di grani duri contenente 14 varietà differenti.

Le varietà vengono riprodotte in due parcelle differenti poiché anche la qualità del terreno può influire sul valore qualitativo della parcella; ripetendo l'esperimento due volte si ha una realtà più oggettiva .

Così noi agricoltori , trasformatori, e simpatizzanti della biodiversità, armati di buona volontà sotto un caldo sole di fine maggio abbiamo iniziato ad osservare con più attenzione questi piccoli rettangoli di grano posti uno accanto all'altro intervallati da piccoli corridoi di separazione. E' stato bello osservare la diversità : spighe alte , spighe basse , grani allettati , grani dalle spighe alte quasi due metri e mossi dal vento.

Oltre ai gruppi di grani teneri e duri c'era un terzo, composto da 51 parcelle di varietà differenti di grani siciliani questo campo appartiene al progetto Life -semente partecipata dove il Prof Benedettelli ed il suo staff ne studiano le qualità nutraceutiche . Anche per queste parcelle ognuno di noi ha effettuato una valutazione qualitativa.

Terminata la giornata in campo Giuseppe ci ha accolto in azienda offrendo un rinfresco di prelibatezze siciliane, c'era pure la cuccia , alla quale se pur a stomaco pieno non ho saputo rinunciare.

Dopo pranzo Il prof. Ceccarelli ha riportato alcuni dati statistici riferiti alle nostre valutazioni in campo e ci ha spiegato che successivamente i grani di ogni parcella verranno misurati considerando l'altezza del culmo e della spiga.

La giornata si è conclusa con delle riflessioni riguardo la necessità di rendere liberi gli agricoltori di seminare ecotipi locali e miscugli poiché queste varietà e popolazioni danno origine a cibi di elevato valore nutritivo che garantiscono la salute delle generazioni future.

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