Agricoltura Biologica - i retroscena che i consumatori non conoscono


Quando mi chiedono cosa è l'agricoltura biologica rispondo sempre che essa è un insieme di pratiche colturali atte a rigenerare il terreno e a preservare l'ambiente per le generazioni future, senza l'impiego di prodotti di sintesi, quindi senza l'impiego di sostanze tossiche e dannose per l'ambiente e per chi le usa.

E' un modo di produrre cibo sano in relazione alla terra e alle sue esigenze.

Non ho mai pensato invece di rispondere con l'affermazione: essa è tranciabilità documentale, burocrazia per la quale ogni azienda agricola, di trasformazione o comunque assoggettata al regime di agricoltura biologica, paga una tassa ( se così si può chiamare) all'anno.

Molti consumatori ancora si confondono o vengono illusi da produttori agricoli che se pur non trattando chimicamente il loro appezzamento di terra dichiarano di avere un prodotto da agricoltura biologica senza poi essere assoggettati al reg. Ce 834/2007

Approfitto quindi di questa pagina per raccontare la mia esperienza in fatto di tracciabilità e agricoltura Biologica.

Prima di tutto per diventare un azienda agricola bio si deve essere un'azienda a tutti gli effetti, con regolare iscrizione alla camera di commercio e relativi adempimenti burocratici. Poi si deve scegliere in C.A.A. - Centro di Assistenza Agricola tramite il quale, il nostro agronomo di fiducia attraverso il portale SIAN - sistema informativo agricolo nazionale può redigere la notifica di inizio attività, questo documento, in formato cartaceo poi toccherà a noi imprenditori spedirlo corredato di marca da bollo all'assessorato risorse agricole e alimentati competente per regione.

Ecco adesso la nostra azienda agricola Bio è nata ! Diventa necessario stipulare un contratto con un organismo di controllo, un ufficio competente che controlla e aiuta l'agricoltore a gestire le corrette pratiche di agricoltura biologica, l'agricoltore paga all'anno una tariffa, la "tassa" di cui accennavo più sopra, proporzionata all'estensione di terreno, tipologie di colture, volume di affari.

Bene adesso siamo un azienda agricola Bio a tutti gli effetti!!!!

L'organismo di controllo ci fornirà i registri su i quali in modo cartaceo o informatico annoteremo tutto ciò che avviene in azienda, ci ritroveremo quindi a compilare :

  • registro materie prime

  • registro colturale

  • registro vendite

e poi se confezioniamo e trasformiamo la materia prima da noi prodotta

  • scheda preparazione prodotti

  • registro carico e scarico etichette

per gli allevamenti zootecnici saranno necessarie altre registrazioni di cui non riporto informazioni poiché la mia esperienza è relativa esclusivamente alle produzioni vegetali.

Ecco è una bella fatica per registrare,compilare e mantenere i documenti in ordine! E io che ho scelto di fare l'agricoltrice pechè adoro il sole, la Terra e la libertà della vita all'aria aperta, ho dovuto imparare che svolgere questo lavoro significa anche stare richiusi dentro una stanza, dietro un computer.

Per entrare un po più nel dettaglio vi racconto il meccanismo delle registrazioni.

Nel registro materie prime - è necessario registrare tutti i prodotti acquistati per es. le sementi;

è necessario riportare numero della fattura di acquisto, data e nome del rivenditore. In questo registro vengono anche registrati i prodotti raccolti e che verranno impiegati come reimpiego aziendale; per es quando raccolgo le lenticchie nere delle colline ennesi una parte di queste vengono destinate alla commercializzazione, una parte all'uso nell'agriturismo aziendale ed un altra parte è destinata al reimpiego aziendale, alla semina dell'annata agraria successiva.

Nel registro colturale invece sono annotate tutte le lavorazioni agronomiche, l'azienda è divisa in appezzamenti ( raggruppamenti di particelle catastali) e per ogni appezzamento viene riportata tipo di coltura, lavorazione effettuata , superficie coltivata, nel caso di operazioni di raccolta o di semina è necessario anche annotare rispettivamente: quantitativo della semente impiegata giustificandone la provenienza e facendo riferimento al registro materie prime; quantitativo del prodotto raccolto nel primo caso.

Nel registro vendite invece è necessario annotare la vendita dei prodotti; in esso vengono registrate fatture e ricevute o scontrini fiscali che giustificano la commercializzazione dei prodotti agricoli ed i relativi quantitativi di prodotto di volta in volta conferiti.

in questo registro annoto inoltre i documenti di trasporto (d.d.t.) che accompagnano la materia prima ai centri di confezioniamo o trasformazione ed il relativo prodotto ottenuto.